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Lunedì 26 Agosto 2019                     
L'Olanda e la Juventus: quasi mai un binomio perfetto

L'Olanda e la Juventus: quasi mai un binomio perfetto

De Ligt è arrivato alla Juventus dopo una lunga trattativa. Riuscirà il giovane difensore ad invertire il trend negativo degli Oranje alla corte della Vecchia Signora?
 di Andrea Lizzano   Vedi letture

Dopo una lunga e a tratti complicata trattativa Matthijs de Ligt ha firmato un contratto fino al 2024 con la Juventus. Un innesto difensivo di cui i bianconeri avevano proprio bisogno, che abbassa notevolmente l'età del reparto ma porta anche molta esperienza internazionale. Infatti il giovane olandese, nonostante non abbia ancora compiuto i vent'anni, ha già disputato una finale di Europa League nel 2017 e nella stagione appena terminata ha raggiunto la semifinale di Champions League trascinando da grande capitano il suo ormai ex club, l'Ajax. Nel corso di questa manifestazione ha siglato due gol (entrambi di testa, la specialità della casa), di cui uno proprio contro la Juventus condannandola all'eliminazione dal torneo. De Ligt è il settimo olandese a vestire la maglia della Vecchia Signora; quella degli Oranje a tinte bianconere è una tradizione molto recente iniziata sul finire degli anni 90', che ha visto poche luci e molte ombre.

Il miglior olandese della storia della Juventus risponde al nome di Edgar Davids, che fu anche il primo a vestirne la maglia. Arrivò nel dicembre del 1997 dal Milan per 9 miliardi di lire con la nomea del giocatore con un carattere ingestibile, tanto che Costacurta l'aveva definito una “mela marcia”; ma sotto la saggia direzione di Marcello Lippi da piantagrane si trasformò in uno dei migliori “mastini” di centrocampo dell'epoca, riuscendo a coniugare la buona tecnica di base con la grinta feroce che metteva in ogni contrasto. D'altronde il suo soprannome, “Pitbull”, non lasciava alcun dubbio. Il centrocampista di origine surinamese restò alla corte di Madama fino al 2004 vincendo tre scudetti, due supercoppe italiane e una Coppa Intertoto. Sempre in questi anni altri due olandesi passarono dalle parti del vecchio Delle Alpi: Sergio de Windt e Edwin van der Sar. Il primo fu una semplice meteora, tanto da contare una sola presenza nel 2000 nel trofeo Birra Moretti. Il secondo invece fu preso dall'Ajax nel 1999 per sostituire il partente Angelo Peruzzi. Un'eredità pesante per il primo portiere straniero nella storia dei bianconeri, individuato, però, come un ottimo sostituto. Vinse immediatamente la Coppa Intertoto ma poi il suo rendimento subì un declino sempre più vertiginoso. Furono due stagioni da incubo costellate da gravi errori determinanti per gli insuccessi di quel periodo della Juventus. Si ricordano infatti lo scudetto perso all'ultima giornata sotto il diluvio di Perugia del 2000 e le gravi disattenzioni contro la Roma nel match scudetto dell'anno successivo, oltre alla prematura uscita dalla Champions League 2000/2001 per mano del modesto Panathinaikos.

In seguito arrivarono altri tre olandesi, tutte meteore arrivate, però, con l'etichetta di grandi promesse. Nel 2011 fu prelevato dall'Amburgo per nove milioni di euro Eljero Elia, il quale vinse subito lo scudetto ma fu impiegato pochissimo dal tecnico Antonio Conte, per poi essere ceduto la stagione seguente in Bundesliga al Werder Brema. Si ricordano poi Ouasim Bouy, centrocampista mancino mai fermatosi a Torino poiché sempre in giro per vari prestiti ed infine Leandro Fernandes, classe 1999 come de Ligt, relegato in Primavera in attesa della chiamata della prima squadra.

Riuscirà de Ligt ad invertire il trend negativo degli olandesi alla Juventus? Tutti i tifosi si aspettano sin da subito moltissimo dal giovane difensore, che nelle idee della dirigenza bianconera dovrà diventare in futuro un pilastro della difesa. Sarà un nuovo Davids o un nuovo van der Sar? La parola al campo.


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