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Martedì 28 Gennaio 2020                     
Le mani spezzate di Helmuth Duckadam: l'eroe maledetto

Le mani spezzate di Helmuth Duckadam: l'eroe maledetto

La storia del momento più alto della carriera di un grande portiere interrotta per un capriccio dittatoriale
 di Andrea Lizzano   Vedi letture

"La gioia di vedere Yuri Gagarin nello spazio è superata solo dall'ebbrezza di un rigore parato!".

Questa famosa citazione del portiere sovietico Lev Yashin, per molti il migliore esponente di questo ruolo della storia del calcio, fa capire quanto sia elettrizzante l'emozione di parare un rigore durante una partita.

Molto probabilmente le stesse sensazioni le provò l'ex portiere della Steaua Bucarest Helmuth Robert Duckadam. Era il 7 maggio del 1986 e allo stadio Ramón Sánchez-Pizjuán si disputava la finale di Coppa dei Campioni tra la Steaua e il Barcellona. Dopo 120 minuti le porte rimasero inviolate e si dovette andare alla spietata lotteria dei rigori. Proprio in questo momento il protagonista di questa fantastica vicenda calcistica prese in mano la situazione. L'atmosfera era ostile per i giocatori rumeni poichè lo stadio era completamente blaugrana,ma Duckadam non badò al pubblico spagnolo che alle sue spalle lo insultava e si mise sulla linea di porta con una calma "olimpica" pronto a sfidare i rigoristi del Barcellona. Sul dischetto si presentarono Alexandro, Pedraza, Pichi Alonso e Marcos Alonso Pena, ma nessuno di questi quattro trafisse Duckadam che neutralizzò tutti i penalty. La Steaua si laureò campione d'Europa contro ogni pronostico della vigilia e l'eccezionale performance del portiere rumeno impressionò i giornalisti di tutto il mondo,tanto che il quotidiano italiano “Corriere dello Sport” scrisse in prima pagina "Superman è rumeno". Rientrato in patria venne soprannominato "Eroul de la Sevilla", cioè l'eroe di Siviglia e molti tra i più forti club d'Europa si fecero avanti per ingaggiarlo. Purtroppo la sua carriera raggiunse l'apice proprio in quella magica serata spagnola. Infatti il Real Madrid regalò a Duckadam una Mercedes per aver sconfitto gli arcirivali catalani, ma la vettura per sua sfortuna diventò un pretesto per un'aspra disputa con il figlio del dittatore Nicolae Ceaușescu, Valentin. Il portiere si rifiutò di donare la macchina a Valentin,che per vendetta avrebbe ordinato ad alcuni agenti della Securitate (la polizia segreta del regime) di spezzare le mani di Duckadam.Secondo la versione ufficiale Duckadam sarebbe stato colto da trombosi alle mani, rendendogli precario il prosieguo dell'attività calcistica. Infatti nel 2007 egli smentì la storia della spedizione punitiva, ma rimangono ancora alcuni dubbi.

Fino a poco tempo fa Helmuth è stato presidente del club a cui ha donato la migliore parte della sua carriera regalandogli una Coppa dei Campioni e può vantare il fatto di essere un vero eroe della patria(e sempre lo sarà) agli occhi dei suoi tifosi.


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