La Juventus molla Suarez. Almeno per adesso, a gennaio si vedrà. I bianconeri, dunque, cambiano obiettivo e il nome più papabile per l'attacco della Vecchia Signora diventa Edin Dzeko. Il bosniaco avrebbe già detto di sì a Pirlo e Paratici, ma il suo trasferimento è bloccato dal "no" di Arkadiusz Milik alla Roma e i giallorossi non vogliono (e non possono permettersi di) perdere il proprio capitano, nonché giocatore più rappresentativo e decisivo senza un degno sostituto. Ecco che, quindi, il mercato delle punte è in fase di stallo. La possibilità di vedere Luís Suarez in Serie A non è tramontata e gennaio ci dirà se ci saranno le condizioni per una fumata bianca. Nel frattempo, però, il ricordo di Dybala falso nove nel tridente di Maurizio Sarri potrebbe essere un'opzione di cui tener conto sia dal punto di vista della continuità tattica, sia dal punto di vista prestazionale di CR7 e della Joya stessa: l'argentino non è mai stato al centro del gioco come nella stagione passata, diventando il vero regista offensivo della squadra e il giocatore più determinante nell'economia del gioco bianconero, mentre Cristiano Ronaldo ha segnato più gol (37) sotto la guida di Sarri che sotto quella di Allegri (28). Un centravanti classico manca alla squadra di Andrea Pirlo, anche per avere un'opzione in più durante la stagione o a partita in corso, ma nell'attesa di capire il destino di Luís Suarez e la fattibilità dell'operazione, puntare su Dybala al centro del tridente sarebbe tutt'altro che una follia. Anzi. Sarebbe un segno di continuità ideologica da un allenatore all'altro che potrebbe fare soltanto del bene al ciclo dell'ex centrocampista bianconero, perché non tutto ciò che ha lasciato in eredità Maurizio Sarri è da stravolgere e buttare. E un Paulo Dybala come quello dell'anno scorso sarebbe un peccato non rivederlo più. 

Sezione: Editoriale / Data: Mer 16 settembre 2020 alle 12:00
Autore: Luca Vendrame
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