eurochampions.it
Martedì 02 giugno 2020                     
L'ultimo ballo del <i>Principino</i>

L'ultimo ballo del Principino

 di Redazione Eurochampions   Vedi letture

Claudio Marchisio ha detto no al tramonto, scegliendo una nuova alba. L'ultimo valzer lo ballerà a casa, seduto. Non nei deserti e nelle oasi, dai Faraoni o dagli Emiri, dove il sole sorge o dove abbraccia chi su quel viale ha scelto di consumare le ultime corse della carriera. Claudio da Torino chiuderà oggi una lunga avventura. Di successi e trofei, occhi di ghiaccio pieni di lacrime di gioia, talvolta di dolore, di disperazione, di fatica, di rivincite e lotta.

Claudio Marchisio ha annunciato che appenderà le scarpette al chiodo allo Stadium, la casa dove non ha svernato, dove è sbocciato, cresciuto, maturato, esploso, ma che non è stata il suo buen retiro. Ha smesso in Russia, a San Pietroburgo, la città degli Zar, lui che è Principino per eleganza, portamento, carattere ed educazione. "Ma sono anche al cinquanta per cento fabbro", ha avuto modo di dire, per gettare la polvere sullo smoking, per render più popolare e volgare quella che è stata un'etichetta raffinata, nobiliare, ma simbolo di cristalli e fragilità. Le ginocchia non ne hanno accompagnato il talento, ha raccolto tanto ma avrebbe potuto avere panieri ancor più gonfi. E' arrivato nella Nazionale che aveva già raggiunto il suo Everest berlinese, a un passo dal cielo negli Europei persi in finale. E' stato erede di Marco Tardelli e risposta italiana a Steven Gerrard, ma dall'esser paragonato è diventato poi metro di comparazione. "Il nuovo Marchisio", inteso come interno di gamba, d'inserimento, di corsa, di gol, di carattere, otto moderno con pochi eguali in Europa. Pure con pochi eredi, perché anche oggi l'Italia cerca sempre quello che non ha.

Oggi il gentleman di Torino ha detto addio al calcio giocato. Troppi gli infortuni, a trentatre anni ha scelto di appendere le scarpette al chiodo piuttosto che diventare l'ombra, magari, di quel che era. Di uno splendido corridore e maratoneta, Tardellino e Piccolo Lord, un otto che ha segnato l'alba di un ruolo per il calcio italiano moderno.


Altre notizie - Editoriale
Altre notizie

SONDAGGIO

LA JUVE è LA FAVORITA PER LA CHAMPIONS?
  Si
  No

FINO A QUANDO LA UEFA POTRÀ IGNORARE L'EMERGENZA CORONAVIRUS?

Fino a quando la UEFA potrà ignorare l'emergenza Coronavirus?Non facciamoci maestri, perché anche noi fino a dieci giorni fa abbiamo provato a fare la stessa cosa. Abbiamo provato a girarci dall'altro lato - a non guardare l'emergenza sanitaria che ci stava venendo incontro come un tir...

JUPILER PRO LEAGUE PIONIERISTICA AI TEMPI DEL VIRUS. MA LA STRADA BELGA È COMPLESSA PER L'ITALIA

Jupiler Pro League pionieristica ai tempi del virus. Ma la strada belga è complessa per l'ItaliaNel pomeriggio ha fatto scalpore la decisione della Federazione belga. E in fondo non potrebbe essere altrimenti, visti i tempi e le modalità di discussione proprie del nostro calcio. “Avviso della Jupiler Pro League....

IL PRESIDENTE DEL GETAFE: "IL GOVERNO HA DETTO CHE NON SI PUÒ VIAGGIARE, NON LO FAREMO"

Il presidente del Getafe: "Il Governo ha detto che non si può viaggiare, non lo faremo"“Non viaggeremo, non andremo a Milano. Prima di tutto la salute. Questa partita domani non la giocheremo”. Così il presidente del Getafe, Angel Torres in vista della partita di domani contro l’Inter. “Il...

I PRIMI 50 ANNI DEL CHOLO: DALL'ESORDIO IN A AL PISA A LEGGENDA ALL'ATLÉTICO

I primi 50 anni del Cholo: dall'esordio in A al Pisa a leggenda all'AtléticoDiego Simeone compie oggi 50 anni. Il Cholo è diventato in questi anni il tecnico più vincente della storia dell'Atlético Madrid, portando a casa uno storico campionato nel 2013-14, in un'era dove...