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Lunedì 19 aprile 2021                     
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La fame è terminata. Troppi i limiti, sia della squadra che dell’allenatore

La fame è terminata. Troppi i limiti, sia della squadra che dell’allenatore

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 di Salvo Campana   Vedi letture

Un pareggio che definisco inutile. La gara di Verona era di fondamentale importanza per sperare e capire cosa poteva dare la squadra bianconera nel cammino verso la rincorsa scudetto. Una gara che doveva contenere un viatico di probabili certezze, oppure confermare le stesse incertezze che fin adesso la squadra di Pirlo aveva collezionato soprattutto con le cosiddette “provinciali”. Il pareggio ha sancito un definitivo addio alla conquista del decimo scudetto consecutivo, se non aggrapparsi alla gara contro il Napoli che la Juve deve ancora recuperare. Ovviamente si può avere l’alibi delle tante assenze, ma non si può avere l’alibi della squadra poco affamata. Sul vantaggio bianconero, ho visto tutta la squadra accontentarsi, senza mai mordere a dovere l’avversario per ammazzare la gara e chiuderla definitivamente, per ottenere 3 punti importantissimi. E invece niente di tutto questo: anzi, dopo il pareggio dei veronesi è stata la squadra di Juric a tentare di portare a termine la vittoria, aggredendo e pressando l’avversario. Gli uomini di Pirlo non portavano pressing, non alzavano il baricentro e non avevano quella “fame” che in passato, in altri momenti e in altri campionati, sopperivano anche alle assenze e alle varie sfortune. Il nuovo allenatore, oltre ad alcuni limiti e alcune assenze pesanti, non riesce a dare un’impostazione differente nel gioco e nel modulo che lo stesso allenatore vorrebbe impartire. Ma qui sta il controsenso: l’incapacità momentanea di Pirlo è il non voler e non saper cambiare atteggiamento tattico e di modulo, anche nella stessa gara. Se gli avversari ti pressano e Bentancur e qualche altro giocatore non riescono a far uscire la palla come vuole l’allenatore, sbagliando più volte e lasciando il tutto nelle mani avversarie, bisogna capire tutto ciò e cercare di saper adattare la situazione alla gara, cambiando anche impostazione tattica. Questo a mio avviso è il più grande errore di un allenatore che ha tutte le carte in regola per far bene nel corso degli anni. Sarà tardi? A veder la classifica credo e penso proprio di si. Per una volta però vorrei sbagliare questa scontata previsione che qualsiasi tifoso in questo momento sostiene con tanta ragione e tanta rabbia.


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