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Mercoledì 27 maggio 2020                     
Milan, quanti fallimenti! Dal secondo anno di Allegri fino ad oggi: ma Gattuso non è il vero responsabile!

Milan, quanti fallimenti! Dal secondo anno di Allegri fino ad oggi: ma Gattuso non è il vero responsabile!

Il Milan esce tra i fischi dalla Coppa Italia, ed ora, il quarto posto resta l'unico obiettivo a disposizione di Gattuso. Ma forse, non basterà neanche questo a garantire la riconferma al tecnico.
 di Matteo Previderio   Vedi letture

Il calcio è lo sport più bello e seguito al mondo, pochi dubbi su questo. Il calcio, nel corso degli anni ha regalato gioie e dolori a tutti gli appassionati e tifosi, e sarà così per tanti e tanti anni; ma una cosa è certa, purtroppo: tanti anni di successi non si dimenticano, ma le delusioni del presente e le paure per un futuro buio, fatto di insuccessi, terrorizza i tifosi. Questo è in particolar modo il caso del Milan, ovvero una delle società più gloriose e vincenti in Italia, in Europa e nel mondo. Ma andiamo indietro di qualche anno, perché i fallimenti del club milanese non iniziano di certo oggi.

Le otto stagioni consecutive con Carlo Ancelotti al timone, hanno portato in bacheca: due Champions League; uno Scudetto; una Coppa Italia; una Supercoppa italiana; due Supercoppe europee ed un Mondiale per club. Questo, al momento, resta il periodo più glorioso e vincente per il Milan negli ultimi 15 anni. Successivamente, con Ancelotti richiesto dai club più ricchi del mondo, i rossoneri hanno affidato la panchina a Massimiliano Allegri, che nelle tre stagioni passate a Milano e, con una squadra dal potenziale enorme, ha raccolto un solo Scudetto, ed una Supercoppa Italiana. Troppo poco per una squadra che al di là di tutto, poteva contare su giocatori del calibro di Zlatan Ibrahimović, Thiago Silva, Nesta, Seedorf e Zambrotta.

Così, dopo la parentesi non del tutto felice con l’attuale tecnico della Juventus, il Milan ha affidato la propria panchina sempre ad allenatori giovani – Seedorf, Pippo Inzaghi, Mihajlović, Brocchi e Montella – conquistando una sola Supercoppa italiana, proprio con Vincenzo Montella. Dalla passata stagione invece, è toccato a Gennaro Gattuso cercare di riconsegnare al Milan quello spirito che in passato aveva contraddistinto questo club rispetto ad altri. Ma perché anche lui, come i suoi giovani predecessori, sta fallendo in questo tentativo? Il Milan targato Gattuso è attualmente in corsa per il quarto posto, che consentirebbe ai rossoneri di tornare in Champions League dopo ben 5 anni di assenza. Inoltre, il tecnico calabrese ha portato i suoi uomini fino alla semifinale di Coppa Italia, persa proprio ieri contro la Lazio, risvegliando le polemiche e le pressioni di tanti tifosi, che hanno bersagliato l’attuale tecnico milanista. Ma è davvero tutta colpa di Gennaro Gattuso? Realmente il tecnico di Corigliano Calabro avrebbe potuto fare di più con questa rosa?

Dopo il triennio con Max Allegri, il club rossonero ha fatto partire gli ultimi big presenti in rosa, con un Berlusconi che rispetto al passato ha optato per la politica del risparmio. Obiettivo? Spendere il minimo indispensabile puntando a giocatori a parametro zero o dal costo contenuto, ma dalla resa sicura. L'unica cosa sicura invece, sono stati solo i colpi insensati di calciatori come Paletta, Fernando Torres, Armero o José Sosa, per non aggiungere altri. In seguito, dopo le pressioni di una tifoseria giustamente esigente, il Milan è tornato a spendere – male – puntando su giocatori che viceversa, non hanno rispecchiato e ripagato la fiducia della società. 8 mln € per Luiz Adriano; 20 mln € per Bertolacci; 30 mln € per Bacca; 9 mln € per Lapadula; 8,5 mln € per Gustavo Gómez; fino ad arrivare alle ultime sessioni di mercato, che hanno portato a Milano la maggior parte dei giocatori presenti nell’attuale rosa milanista.

Un club, per vincere e per competere per i trofei più importanti del mondo, deve per forza di cose poter contare su una società forte e solida alle spalle. I dirigenti del Milan invece, negli ultimi anni dell’era Berlusconi e nei primi anni post-Berlusconi fino ad oggi, non hanno saputo prendere per mano e trascinare fuori dalle sabbie mobili questo club, pur avendo sotto gli occhi una realtà come quella della Juventus, risorta dopo le difficoltà che aveva comportato Calciopoli. Ma non è solo colpa della società, è chiaro. Dopo lo scudetto del primo anno targato Allegri, il Milan ha lottato per le prime posizioni senza mai riuscire realmente ad imporsi in Italia, come avvenuto nel periodo ‘ancelottiano’. Allegri fallì, nonostante potesse contare su una squadra forte. Quei due anni diedero inizio al periodo più buio di sempre per il Milan. Tornando ai giorni nostri: è davvero colpa di Gattuso se questa squadra non sta girando secondo le aspettative? Gennaro Gattuso andrebbe solo ringraziato per aver portato una squadra spenta e senz’anima a lottare per il quarto posto e in semifinale di Coppa Italia. Viceversa, con un solo colpo azzeccato negli ultimi anni – ovvero Romagnoli – la società dovrebbe porsi delle serie domande sul proprio operato e sulle proprie scelte, perché l’allenatore conta, ma la società, con acquisti e cessioni, dovrebbe appoggiare ed offrire al tecnico la possibilità di competere ad alti livelli, e tutto ciò Gattuso lo ha conquistato da sé. Perché fallimenti a confronto, quanto fatto, o meglio, quanto non fatto da Allegri con una super squadra nel periodo milanista, è molto peggio di quanto Gennaro Gattuso stia facendo con l’attuale Milan. Ovvero, un club pieno di incertezze ed incognite.  

 


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