La sirena d’allarme suona in casa Juve. Gli ultimi risultati inaspettatamente negativi hanno infranto l’aura di infallibilità costruita nella prima parte di stagione dai bianconeri, costringendo Massimiliano Allegri ed i suoi uomini a riflettere su quanto accaduto. Chi sembra avere le idee chiare è Alessio Tacchinardi. L’ex centrocampista, protagonista nei successi del ciclo di Marcello Lippi, ha dato la sua opinione sui fatti recenti. E se è prematuro e inopportuno parlare di crisi, non manca qualche preoccupazione in vista della Champions League.

Alessio, che succede alla Juventus? Prima l’eliminazione in Coppa Italia contro l’Atalanta, poi il pari contro il Parma. Possibile che la pressione di dover realizzare il Triplete stia presentando un conto salato agli uomini di Allegri?

“Non penso che fosse interesse della Juventus uscire dalla Coppa Italia, c’era l’intenzione di arrivare fino in fondo ad ogni competizione. Credo che sia stata una pressione ulteriore, ma del resto anche la preparazione era volta ad arrivare al massimo della condizione ad un appuntamento importante come la sfida contro l’Atletico di Madrid. In questo momento, non vedo un giocatore della Juve che stia bene fisicamente, tutti stanno faticando. Del resto, il calcio è bello anche per questo: non sempre vince il più forte, ma chi corre di più, chi ha più motivazioni. Detto questo, ci può anche stare che ora la Juventus abbia un calo fisiologico. Mi auguro che abbia preso una bella botta e che si rimetta in carreggiata perché da quando sono rientrati dalle vacanze la squadra sta facendo fatica, sta stentando. Mi auguro e sono convinto che sia una questione fisica. In fondo a Torino non sbagliano mai su quello. A volte servono brutti scivoloni per ritornare più concentrati. La Juve ha dimostrato che, se non si è al 100%, può perdere. Se è al top, può battere l’Atletico, ma altrimenti rischia grosso”.

Effettivamente, ogni anno, i bianconeri sembra abbiano bisogno di una brutta sconfitta per innestare il turbo. È successo negli anni scorsi con i k.o. contro Genoa e Sampdoria. Lei come se lo spiega?

“Sono umani anche i giocatori della Juve. Ci hanno abituato a livelli incredibili per via di quello che stanno facendo in questi anni. Sarebbe folle criticare i bianconeri per le ultime prestazioni, anche se noi in Italia siamo sempre bravi a trovare difetti. Succede perché è normale avere cali di concentrazione, altrimenti si sarebbe invincibili. Capitava anche quando giocavo io nella Juve, è successo prima di me. Prima o poi sarebbe arrivato il momento difficile, dato che la squadra di Allegri stava faticando da diverso tempo. Ben venga se è successo in Coppa Italia e non tra quindici giorni in Champions”.

L’Atalanta si contraddistingue per il suo modo di aggredire a tutto campo gli avversari. Per certi aspetti, è una filosofia simile a quella dell’Atletico di Madrid. In questo senso, è un campanello d’allarme?

“Sicuramente è un bel test perché l’Atalanta è un Atletico di Madrid nel suo piccolo. Comunque la Juve sa chi andrà ad affrontare. I sorteggi ci sono stati tanto tempo fa e sa come si fa ad avvicinarsi ad un appuntamento simile. Io penso che abbiano caricato molto sotto l’aspetto fisico ed andranno a smaltire questi pesi. Sono convinto che andranno a fare una bella partita”.

Sezione: Esclusive / Data: Lun 04 febbraio 2019 alle 08:00
Autore: Federico Mariani
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