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Mercoledì 27 maggio 2020                     
Champions League: quando i dettagli fanno la differenza

Champions League: quando i dettagli fanno la differenza

© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Juventus – Atletico Madrid è LA partita che tutti aspettano. Nei 90’ minuti dello Stadium ogni frazione di gioco può risultare decisiva, esattamente come a Monaco di Baviera nel 2016.
 di Leonardo Zeduri   Vedi letture

“La competizione dei dettagli”, quante volte, negli ultimi anni, abbiamo sentito definire la Champions League con queste parole il cui significato risiede tanto in aspetti tecnico-tattici quanto in fattori ambientali e culturali.

Traslata in questo ordine di idee la Champions assume una dimensione totale: la miglior vetrina mondiale per le nuove tendenze del gioco, il miglior palcoscenico in cui respirare l’atmosfera elettrizzante delle grandi sfide, il miglior biglietto da visita per i sostenitori della filosofia dell’“Adesso e ora”.

Un concetto tanto caro a Massimiliano Allegri che, il prossimo 12 marzo, affronterà in un infuocato scontro di ritorno l’Atletico di Madrid. Un incontro in cui ogni dettaglio farà la differenza e che la Juve affronterà con il ricordo di un altro, incandescente, ottavo di finale.

Juventus – Bayer Monaco 2016: il classico pallone da “buttare in curva”

Dopo una partita di andata faticosa (terminata con il risultato di 2-2) i bianconeri di Torino in trasferta sfoderano una performance attenta e precisa, simbolo della cura con cui Max Allegri è solito preparare la squadra.

La Juve è consapevole delle proprie potenzialità, conosce la forza dell’avversario che le sta di fronte e riesce a gestire la pressione schiacciante che arriva dalle tribune dell’Allianz Arena.

Il doppio vantaggio bianconero firmato da Pogba e Cuadrado è un inno al cinismo di squadra e all’istinto dei fuoriclasse che deragliano il moto perpetuo offensivo dei bavaresi.

La Juve regge. Concede e spreca. La partita è bellissima.  

Il gol dell 1-2 di Lewandoski al 73’ minuto è la benzina che alimenta la fiamma del popolo tedesco che arde e che spinge fino a raggiungere il climax ideale per gli uomini allenati da Pep Guardiola. Minuto 91’, l’avvolgente manovra tedesca si inceppa su una triangolazione fuori misura tra Thomas Müller e Arturo Vidal e la palla arriva tra i piedi di Patrice Evra.

Il laterale francese si fa ingolosire da un’uscita palla al piede che probabilmente chiuderebbe partita e qualificazione ma inciampa goffamente su Paul Pogba, schiacciato sulla linea dei difensori dalla pressione del Bayern, e la sfera torna in possesso avversario che trova la sua ultima collocazione alle spalle della porta difesa da Gigi Buffon dopo perentorio colpo di testa dello stesso Müller.

Una valutazione errata, una frazione di secondo che taglia le gambe alla Juve e che amplifica la portata della spinta bavarese in campo supportata dalla bolgia degli spalti.

La Champions League, “La competizione dei dettagli”.


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