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Mercoledì 27 maggio 2020                     
Il portiere

Il portiere "goleador" della Champions League: l'infallibile Hans-Jorg Butt

I quasi 30 gol in Bundesliga, i tre in Champions League contro la Juventus e la tanta sfortuna nel corso della carriera del portiere tedesco Hans-Jorg Butt
 di Andrea Lizzano   Vedi letture

Il portiere è, per certi aspetti, il ruolo più affascinante del gioco del calcio. E per quanto ci hanno sempre insegnato dovrebbe difendere la sua porta ad ogni costo, essendo lui l'ultimo baluardo a disposizione della squadra per evitare di subire di un gol. Ma il calcio, si sa, ha stravolto anche questo assunto con i cosiddetti portieri “goleador”: Rogério Ceni, Josè Luis Chilavert, Renè Higuita tanto per citarne alcuni dei più famosi.

 

Tra i meno conosciuti bisogna ricordare Hans-Jörg Butt, il portiere più prolifico della storia dei campionati tedeschi. Inizia la sua particolare striscia di marcature nel settembre del 1996, mentre milita nell'Oldenburg, realizzando un rigore contro il Wolfsburg. Da quel momento in ogni squadra giochi il primo rigorista è sempre lui. L'anno seguente, nonostante la retrocessione dell'Oldenburg in serie C tedesca, viene acquistato dall'Amburgo dove diventa subito titolare e con cui segna il suo primo gol in Bundesliga il 12 settembre 1998. Nella stagione 1998/99 diventa anche il primo portiere nella storia del massimo campionato tedesco a siglare una doppietta. Impresa ripetuta poi nella stagione seguente, 1999/00, che lo vedrà alla fine del campionato come capocannoniere della squadra con nove centri. Butt, però, non vuole finire di stupire e alla sua prima partecipazione alla Champions League, nella stagione 2000/01, trasforma un penalty in una partita della fase a gironi contro la Juventus conclusasi con un entusiasmante 4-4. Per questo suo particolare feeling con il gol, ma soprattutto anche per le sue prestazioni da portiere “normale”, viene acquistato dal Bayer Leverkusen nell'estate del 2001. La sua prima stagione con la Werkself (“squadra della fabbrica” in tedesco) è costellata di grandi prestazioni che portano, però, non senza una buona dose di sfortuna, soltanto a cocenti delusioni. Infatti il Leverkusen arriva secondo in campionato dopo un lungo testa a testa con il Borussia Dortmund e perde la finale sia della coppa nazionale che della Champions League. Proprio in quest'ultima partita Butt subì uno dei gol più belli della storia di questa competizione, vale a dire la meravigliosa volèe di Zidane. Butt fu anche in questa edizione lo “spauracchio” della Juventus che estromise nella seconda fase a gironi con un suo rigore. Dopo sei anni, complice il fatto che Adler prese il posto da titolare, nel 2007 lascia la Germania per approdare al Benfica. Questa fu un'esperienza infelice poiché non riuscì mai ad imporsi in Portogallo e dopo solo un anno fece le valigie. L'ultima tappa della sua carriera fu il Bayern Monaco, rimasto orfano di Oliver Kahn e in cerca di un portiere affidabile. Nella sua prima stagione in Baviera parte come secondo di Rensing, ma nelle ultime partite il tecnico Jurgen Klinsmann cambia le gerarchie promuovendolo a titolare. La questione non cambia neanche l'anno successivo con Van Gaal in panchina. Finalmente nel 2010 riesce a vincere i suoi primi trofei conquistando la Bundesliga e la coppa nazionale ma mancando il triplete in finale di Champions League contro l'Inter di Milito al Bernabéu. Il bomber argentino realizza una doppietta che Butt non riesce ad evitare. Anche in questa edizione di Champions, grazie ad un suo rigore, fu decisivo per l'eliminazione della Juventus dalla coppa. Conclude l'anno con un terzo posto al mondiale sudafricano, nel corso del quale scende in campo solo nella “finalina” contro l'Uruguay. Van Gaal non lo conferma poi titolare a discapito del più giovane Thomas Kraft, costringendolo a poche comparse sul campo fino al 2012 quando decide di appendere i guantoni al chiodo.

 

Hans-Jörg Butt non è certo ricordato tra i migliori di sempre ma ciò che fece nel corso della sua carriera ha, per certi versi, qualcosa di memorabile e unico nel suo genere. Ha realizzato quasi 30 gol in Bundesliga e ben tre reti contro la malcapitata Juventus in Champions League. Giocò due finali della massima competizione europea ma prima Zidane e poi Milito infransero il suo sogno di vincere il trofeo più ambito. Fu infine capace di stravolgere, come ben pochi hanno saputo fare, il suo ruolo rendendolo, se fosse possibile, ancora più speciale.


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