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Mercoledì 27 maggio 2020                     
Ole Gunnar Solskjær, l'uomo giusto al posto giusto in quella sera del 1999

Ole Gunnar Solskjær, l'uomo giusto al posto giusto in quella sera del 1999

Solskjær è l'allenatore ad interim del Manchester United, ma dalle parti di Old Trafford è un eroe per ciò che fece nella serata del 26 maggio 1999, durante la finale di Champions League.
 di Andrea Lizzano   Vedi letture

Lo scorso 19 dicembre 2018, Ole Gunnar Solskjær è diventato il nuovo allenatore ad interim del Manchester United, in seguito all'esonero di Josè Mourinho. Il tecnico norvegese è stato un giocatore dei Red Devils tra il 1996 e il 2008, in uno dei periodi più vincenti della storia del club sotto la guida di Sir Alex Ferguson. E molto probabilmente qualcosa avrà imparato in quegli anni, visto che nelle prime dieci partite, tra Premier e FA Cup, ha collezionato nove vittorie e un pareggio. Un inizio da sogno e inaspettato per il clima ostile nello spogliatoio che aveva lasciato in eredità Mourinho. Ma dalle parti di Old Trafford l'ex attaccante norvegese è ricordato per una serata in particolare in cui siglò un gol memorabile che lo rese un vero eroe.

 

Il 26 maggio 1999, al Camp Nou di Barcellona, si gioca la finale di Champions League tra Manchester United e Bayern Monaco. Le due squadre non vincono questo trofeo da molto tempo ed entrambe puntano a concludere la stagione completando il prestigioso triplete. Nella cornice di uno stadio con più di 90000 persone la partita comincia con i tedeschi molto più aggressivi e propositivi. Attorno al sesto minuto di gioco il Bayern conquista una punizione dal limite con Jancker, il quale viene atterrato da Johnsen. Alla battuta va Mario Basler che, con la complicità dei compagni di squadra in barriera, trafigge Schmeichel sul suo palo. La reazione degli inglesi arriva subito ma Yorke e Cole non sembrano in serata e la difesa tedesca ha vita facile nel neutralizzare ogni occasione. La prima frazione si conclude così sull'uno a zero.

 

Nella ripresa la partita si vivacizza e il Bayern va vicino al raddoppio con Scholl, che con un bel pallonetto supera Schemeichel, ma la sfera si stampa sul montante, e poi con Jancker che in rovesciata prende in pieno la traversa, con ancora Schemeichel battuto. Il Manchester sembra non avere le forze necessarie per riaprire la sfida. Così a venti minuti dal termine, Sir Alex Ferguson tenta il tutto per tutto inserendo in campo Teddy Sherringham e Ole Gunnar Solskjær. Una mossa che si rivela vincente poiché, nei tre minuti di recupero concessi da Pierluigi Collina, Sherringham deposita in rete la palla che vale il pareggio, correggendo una conclusione innocua dal limite di Ryan Giggs. E proprio qui, con la partita che si è appena riaperta, entra in scena il nostro protagonista, Ole Gunnar Solskjær. Ultimo minuto e il Manchester ha a disposizione un ultimo calcio d'angolo. La palla giunge sulla testa di Sherringham che la indirizza sul secondo palo, dove l'attaccante norvegese si avventa rapidissimo deviando la sfera alle spalle di Oliver Kahn e facendo esplodere di gioia tutti i cuori dei tifosi dei Red Devils. La partita e la coppa vanno al Manchester United che non vinceva la competizione da trentuno anni, dai tempi di George Best e Bobby Charlton.

 

“Partita finisce quando arbitro fischia”. Questa celebre frase del maestro Vujadin Boškov fotografa alla perfezione questa vicenda calcistica, in cui il Bayern assaporava oramai la gioia di vincere quella finale, ma non aveva fatto i conti con un temibile norvegese che quella sera, pur avendo giocato solo dieci minuti, entrò di diritto nella storia della Champions League e del calcio.


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