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Martedì 02 giugno 2020                     
Quarant'anni senza il Paròn: 1968-69 quando Nereo Rocco tornò al Milan e vinse tutto

Quarant'anni senza il Paròn: 1968-69 quando Nereo Rocco tornò al Milan e vinse tutto

 di Stefano Pontoni Twitter:    Vedi letture

Se ne era andato subito dopo la prima Coppa dei Campioni. Un pizzico di incomprensione, ma soprattutto la parola data e da mantenere col Torino (altri tempi e altri uomini). Dopo quattro anni Nereo Rocco è tornato al Milan e ha subito vinto il campionato, dominando con nove punti di vantaggio sul sorprendente Napoli. I rossoneri sono dunque tra i favoriti alla partenza della nuova edizione della Coppa dei Campioni. Una partenza che però è in salita, visto che in Svezia arriva la sconfitta contro il Malmö, resa meno pesante solo dalla rete di Rivera. Al ritorno comunque spariscono le paure, grazie alla doppietta di Pierino Prati che da il via al 4-1 finale. Il primo turno è caratterizzato dal ritiro di quasi tutte le squadre dell’est Europa, infuriate con l’Uefa per essere state “sorteggiate” le une contro le altre su richiesta del Celtic che voleva evitare trasferte pericolose all’indomani dell’invasione sovietica in Cecoslovacchia. Esce dunque subito di scena la Dinamo Kiev, mentre delle altre grandi nessuna corre grossi rischi. Si va dai dodici gol del Real Madrid ai ciprioti dell’AEL ai dieci del Manchester United agli irlandesi del Waterford. Dall’8-1 del Benfica agli islandesi del Valur al 4-0 dell’Ajax al Norimberga. L’unico risultato a sorpresa è dunque la sconfitta del Manchester City, alla prima e finora unica partecipazione, contro il Fenerbahce che è bravo a sfruttare il fattore campo dopo aver impattato 0-0 in Inghilterra.
Ben diverso quello che succede agli ottavi. Milan e Benfica ringraziano il ritiro delle formazioni orientali e passano senza giocare, mentre il Real Madrid abbandona a sorpresa la contesa certificando la fine di un’era. I bianchi perdono di misura a Vienna dal Rapid e non vanno oltre il 2-1 in casa, uscendo per la regola del gol in trasferta che è stata ormai estesa a tutti i turni. Detto del comodo doppio 2-0 dell’Ajax al Fenerbahçe, c’è da registrare la fatica fatta dal Manchester United contro l’Anderlecht. Il 3-0 dell’andata sembra mettere in ghiaccio il passaggio del turno, tanto più che l’anglo-italiano Carlo Sartori apre le marcature al ritorno dopo meno di dieci minuti. I belgi però non mollano fino all’ultimo, arrivando solo fino al 3-1.
Ai quarti di finale arrivano le prime vere difficoltà per il Milan. Il Celtic impone lo 0-0 a San Siro approfittando del campo ghiacciato e diventa il favorito contando sul ritorno in casa dove non perdono da anni. A Glasgow ci pensa ancora Prati, che segna dopo meno di un quarto d’ora lasciando poi alla difesa il compito di resistere agli assalti scozzesi. Insieme al Milan passano il turno i campioni in carica, che stavolta non hanno problemi a conservare il 3-0 casalingo rifilato al Rapid Vienna con doppietta di Best. Destano sorpresa i cecoslovacchi dello Spartak Trnava, che arrivano tra le prime quattro eliminando l’Aek Atene, ma lo spettacolo è tutto nell’ultimo quarto di finale, tra Ajax e Benfica. I “vecchi” portoghesi sembrano poter uscire ancora vincitori vincendo per 3-1 ad Amsterdam, ma l’Ajax sta correndo a grandi passi verso l’esplosione del decennio successivo e a Lisbona da già una prova di quello che sarà in grado di fare. Alla mezzora conduce già per 3-0, con doppietta di Cruijff, ma l’inesperienza ci mette lo zampino e José Torres porta tutti allo spareggio. Spareggio che dopo lo 0-0 dei novanta minuti vede prevalere la maggiore freschezza atletica degli olandesi, a segno tre volte nei supplementari.
Dopo la battaglia col Benfica all’Ajax va bene il sorteggio di semifinale che lo oppone allo Spartak Trnava. Il 3-0 dell’andata rischia però di essere rovinato nella gara di ritorno, persa per 2-0. L’Ajax è comunque in finale, prima squadra olandese della storia, e attende la vincente della sfida di titani tra Milan e Manchester United. Ancora una volta la difesa rossonera si rivela invalicabile. A San Siro Sormani e Hamrin firmano un rassicurante 2-0, difeso strenuamente all’Old Trafford. Bobby Charlton segna a venti minuti dal termine e nell’assedio finale Cudicini compie miracoli in serie portando i suoi all’atto conclusivo.
A Madrid il Milan arriva dunque con i favori del pronostico. L’Ajax ha mostrato momenti di gioco scintillante, ma l’esperienza degli uomini di Rocco e la loro solidità difensiva li fanno preferire. Già al settimo Pierino Prati fa capire che per lui sarà una serata magica, sbloccando il punteggio con un colpo di testa su cross di Sormani che si infila nel sette. Il bis arriva poco prima dell’intervallo, con una splendida conclusione dal limite, imparabile per il portiere Bals. Nella ripresa l’Ajax sembra tornare in partita accorciando le distanze su rigore con Vasovic, che aveva già segnato in finale tre anni prima con la maglia del Partizan. È solo un episodio, perché sette minuti dopo Sormani converge da destra e trova l’angolino vincente con un bel rasoterra di sinistro, prima che Prati faccia poker finalizzando di testa un contropiede di Rivera. Per il bomber di Cinisello Balsamo una tripletta che lo proietta nel ristrettissimo club di giocatori capaci di riuscire in quest’impresa in finale. Insieme a lui solo Puskas e Di Stefano e da allora ad oggi più nessun altro. Il Milan torna sul tetto d’Europa e Rivera, che alza la Coppa da capitano, si avvia alla conquista del Pallone d’oro. È il quarto successo di una squadra italiana nelle quattordici edizioni sin qui disputate e pochi possono immaginare che per tornare lassù il calcio italiano dovrà aspettare ben sedici anni.


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