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Lunedì 26 Agosto 2019                     
Germania, promossi e bocciati della nuova ‘Mannschaft’ di Löw

Germania, promossi e bocciati della nuova ‘Mannschaft’ di Löw

La nuova Germania di Löw, senza i veterani, dà spazio ai giovani. Ma non tutti quelli che hanno giocato hanno convinto.
 di Giorgio Dusi Twitter:    Vedi letture

Prima l’amaro 1-1 contro la Serbia in casa, poi la super vittoria con l’Olanda per 2-3 in trasferta. La nuova Germania di Löw riesce nelle cose difficili e meno nelle cose facili. Poco male, visto che fino a pochi mesi fa non riuscivano nemmeno le cose facili. Le prime due gare del 2019 erano quelle che dovevano segnare la svolta, dopo l’addio a Hummels, Boateng e Müller, inevitabile ‘turning point’ della storia recente della Mannschaft.

Gli eredi, i giovani, non hanno tutti convinto fino in fondo. Ma hanno fatto il loro lavoro. Ecco promossi e bocciati della Germania edizione marzo 2019, tra Serbia e Olanda.

PROMOSSI

Serge Gnabry - Confermate tutte le ottime impressioni stagionali con il Bayern Monaco: il goal contro l’Olanda alla Robben (ma dal lato opposto e con l’altro piede) è la ciliegina sulla torta. L’ex Werder apprende dai migliori e mette in pratica in nazionale: Löw difficilmente farà a meno di lui.

Nico Schulz - La fascia sinistra è cosa sua, nonostante il ritorno di Halstenberg. L’esterno dell’Hoffenheim è protagonista con l’Olanda con goal decisivo e assist. Imprendibile, ha un passo che per questa nazionale sembra essere indispensabile.

Leon Goretzka - Entra e segna contro la Serbia in amichevole guadagnandosi la conferma poi contro l’Olanda, in gioca una gara più di sacrificio. È il segnale che Löw ripone in lui grande fiducia, come sta succedendo d’altro canto anche nel Bayern Monaco.

BOCCIATI

Thilo Kehrer - Primo tempo horror contro l’Olanda: riproposto da esterno alto a destra con difesa a tre alle spalle, per due volte Babel gli mangia in testa e impegna Neuer. Deve far meglio, anche se il ruolo - come dimostrato anche nel PSG - gli appartiene poco.

Matthias Ginter - Dovrebbe cercare di dare copertura a Kehrer ma finisce per perdersi anche lui. Molto incerto soprattutto in posizionamento. Può pesare l’essere abituato a giocare a quattro dietro nel Gladbach, dove è una garanzia. Ma il sistema è differente.

Timo Werner - Viene riproposto da prima punta come al Mondiale, ma dimostra che non è un giocatore portato per coprire solo la fascia centrale di campo. Fa fatica con la Serbia, tanto che con l’Olanda finisce addirittura in panchina e non subentra nemmeno.


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