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Domenica 31 maggio 2020                     
Pallone d'oro ad Alisson? Difficile, ma non un'utopia

Pallone d'oro ad Alisson? Difficile, ma non un'utopia

© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
 di Jessy Specogna   Vedi letture

Al momento Alisson Becker è probabilmente il portiere più forte del mondo. Il classe '92 brasiliano è reduce da una stagione strepitosa, culminata con la conquista della Champions League con il Liverpool e con la vittoria della Copa America qualche giorno fa con il Brasile. In stagione l'ex estremo difensore della Roma ha giocato 64 partite tra club e nazionale, incassando solamente 36 gol e mantenendo la propria porta inviolata per 36 volte. Numeri impressionanti.

Ci sono i presupposti dunque per pensare ad Alisson come papabile pallone d'oro? Sì, anche se i precedenti dicono che solo una volta il pallone d'oro è stato vinto da un portiere. Era il 1963 quando Lev Jascin, portiere della Dinamo Mosca e dell'Unione Sovietica, alzò al cielo questo riconoscimento individuale. La crescita di Alisson negli ultimi anni è stata irrefrenabile. Partito da riserva di Scesczny alla Roma, in seguito alla cessione del polacco alla Juve il brasiliano ha ottenuto il posto da titolare e a suon di parate ed interventi miracolosi ha portato la Roma ad un passo dalla finale di Champions, ormai due stagioni fa. Poi il passaggio al Liverpool ed una stagione mostruosa a livello sia personale che di squadra, dimostrando che avere un portiere di livello ti consente di avere al termine della stagione almeno 10-12 punti in più. 

I possibili avversari nella corsa al pallone d'oro per Alisson? Diversi, tutti giocatori di movimento. Dai soliti Cristiano Ronaldo e Messi, ai compagni di squadra Salah, Manè e Van Dijk. Tutti giocatori che meriterebbero il premio per quanto fatto, ma nessuno è stato così costante e determinante nell'arco della scorsa annata come il portierone brasiliano. 


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