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Martedì 14 luglio 2020                     
Il Napoli vince la Coppa Italia! Juve battuta ai rigori, decisivi gli errori di Dybala e Danilo

Il Napoli vince la Coppa Italia! Juve battuta ai rigori, decisivi gli errori di Dybala e Danilo

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 di Redazione Eurochampions   Vedi letture

È il Napoli a vincere la Coppa Italia 2019/2020, il primo trofeo assegnato nel nostro Paese dopo la ripresa del calcio. Gli azzurri battono ai rigori la Juventus: decisivi gli errori di Dybala e Danilo per i bianconeri. Un successo tutto sommato meritato per la squadra di Gennaro Gattuso, che nei 90 minuti non ha segnato (come del resto la Juve) ma ci è andata vicino più volte rispetto ai bianconeri di Maurizio Sarri. A secco per la seconda volta consecutiva: alla Juve non succedeva dal 2015. Dopo una partita non bellissima, caratterizzata dalle gaffe di Sergio Sylvestre sull’inno e dall’Olimpico vuoto, il Napoli vince la sesta Coppa Italia della sua storia. Mentre la Juve riparte non esattamente al meglio dopo il lockdown. 

LE SCELTE INIZIALI: CALLEJON CON MERTENS E INSIGNE. KHEDIRA OUT, C’È PJANIC -
Gattuso ripropone il tridente delle meraviglie, quello che ha fatto grande il Napoli di Sarri: Mertens, fresco di rinnovo, con Callejon e Insigne ai lati. In porta Meret, in difesa Mario Rui terzino sinistro. Il tecnico bianconero perde Khedira negli ultimi minuti e concede una nuova occasione a Pjanic, assieme a Matuidi e Bentancur. In attacco, la Juve si ripresenta col tridente anomalo formato da Douglas Costa, Dybala e Cristiano Ronaldo. Rispetto al Milan, Cuadrado al posto di Danilo come terzino destro. 

ERRORE SULL’INNO - Pronti via, la Coppa Italia parte con la nota sbagliata. Sergio Sylvestre, interprete dell’inno di Mameli, ne dimentica una frase. Implacabili i social. Fa discutere anche la grafica Coca-Cola per simulare la presenza di pubblico sugli spalti. 

SUBITO RONALDO! MERET PRESENTE - Il portoghese ha voglia di vincere la sua prima Coppa Italia in carriera e lo mette in chiaro dopo 5 minuti. Tiro da fuori, dalla lunetta, respinge Meret bravo a farsi trovare subito reattivo. Poi le squadre si studiano: complicato per il Napoli prendere le misure all’anarchico Douglas Costa, al 14’ qualche timida protesta per un contatto in area juventina con Alex Sandro, che Doveri giudica regolare. 

CRESCE IL NAPOLI, BRIVIDO INSIGNE - La pericolosità offensiva dei bianconeri è tutta in una docile staffilata di Bentancur da fuori area, controllata senza troppi problemi dall’estremo difensore azzurro. In compenso, i campani crescono e al 24’ è Insigne a far sussultare i (pochissimi) spettatori presenti in un Olimpico deserto. Fallo di Pjanic su Zielinski dopo incursione del polacco dal centro-sinistra, punizione dai 25 metri per il Napoli. La batte il capitano, che disegna una traiettoria praticamente perfetta. Fin troppo: il pallone vola all’incrocio e sbatte sul palo esterno alla desta di Buffon, che dà comunque l’impressione di poterci arrivare. 

FORCING NAPOLI NEL FINALE - Tanti errori in disimpegno difensivo per la squadra di Gattuso: di uno prova ad approfittare Dybala, ma Meret anticipa Ronaldo sul filtrante dell’argentino. Mario Rui protagonista di un altro contatto, stavolta nella sua area: il 10 della Juve cade, Doveri giudica ancora regolare il tutto, Sarri protesta. Tanto Napoli nel finale: scatenato Insigne, che chiama Matuidi al colpo di testa sulla linea. Sugli sviluppi dell’azione, Demme arriva a tu per tu con Buffon: il portiere manda in corner. Pochi secondi dopo, ancora Insigne: tiro a fil di palo, il portiere della Juve ci arriva ancora. 0-0 all’intervallo: l’emozione principale resta l’errore di Sylvestre sull’inno. 

NIENTE NOVITÀ ALLA RIPRESA - Le due squadre tornano in campo dagli spogliatoi esattamente come hanno iniziato la partita. E anche i primi minuti del secondo tempo seguono lo stesso canovaccio: ritmi tutto sommato blandi, senza particolari acuti. Primo giallo della gara per Bonucci al minuto 51, qualche botta da una parte e dall’altra: si fermano Alex Sandro e poi Demme, in entrambi i casi senza destare particolari preoccupazioni sul rispettivo prosieguo della partita. 

SARRI E GATTUSO PROVANO A CAMBIARE LA GARA - Scavallata l’ora di gioco, Bonucci si fa notare con un tiro da fuori all’indirizzo di Meret. Poi arrivano i tecnici: memore dei troppi cambi ravvicinati contro il Milan, Sarri inserisce prima Danilo per Douglas Costa, avanzando Cuadrado in attacco, e poi Bernardeschi per Pjanic. L’operazione riesce meglio a Gattuso: dentro Politano e Milik per Callejon e Mertens. L’ex Inter si mette subito in mostra con una rasoiata da fuori ben controllata da Buffon. Il polacco riceve un cross teso dalla destra (doppio velo) ma spara altissimo, di destro, quello che è sembrato davvero un rigore in movimento. Cresce il Napoli, la Juve continua a faticare sotto quasi ogni profilo. L’uscita di Pjanic riporta d’attualità il tema del suo futuro, l’unico a provare qualcosa fuori dagli schemi nello schieramento di Sarri è il solito Dybala. 

DENTRO RAMSEY, NIENTE CINQUE CAMBI PER LA JUVE - Dai tre cambi contemporanei contro il Milan (“ho fatto una cazzata”) ai soli tre cambi in assoluto questa sera contro il Napoli. Sarri cambia rotta: l’allenatore della Juventus completa il giro di sostituzioni con Ramsey per Cuadrado, usando le tre finestre a sua disposizione. In questo modo, ha di fatto “bruciato” la possibilità di effettuare cinque cambi in totale nei 90 minuti. 

ULTIMI BRIVIDI REGOLAMENTARI PER IL NAPOLI - Pochissima cosa la Juve vista nella seconda frazione di gara, e anche gli ultimi secondi sono tutti per il Napoli. A segnare, stavolta, va vicinissimo Elmas: palo per il macedone sugli sviluppi del corner, niente da fare. Si va ai calci di rigore. 

COPPA ITALIA AL NAPOLI! DI MILIK IL RIGORE DECISIVO - La lotteria dei rigori inizia male per la Juve: Meret neutralizza Dybala. Poi Insigne spiazza Buffon. Sbaglia anche Danilo, mentre Politano segna. Lo fanno anche, uno dopo l’altro, Bonucci, Maksimovic, Ramsey e Milik, che realizza il rigore decisivo.


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